La risposta non è magia. Suolo, umidità, ecologia del bosco e microclima della valle del Quieto aiutano a spiegare il legame di Tuber magnatum Pico con questa parte dell’Istria.
Il bosco che rende possibile la storia
Il Bosco di Montona si estende lungo la valle del fiume Quieto verso Livade. Dal 1963 è protetto come riserva speciale di vegetazione forestale e conserva un raro bosco mediterraneo di pianura con farnia, frassino ossifillo e olmo. L’area protetta copre 275 ettari.
Il tartufo bianco nel suo paesaggio
Il tartufo bianco istriano (Tuber magnatum Pico) è legato soprattutto ai terreni grigi e argillosi della valle del Quieto e del Bosco di Montona. Cresce sottoterra ed è individuato con cani addestrati. L’autunno è la stagione simbolo, quando Livade diventa uno dei centri del calendario istriano del tartufo.
Un luogo plasmato da ciò che non si vede
La geografia ne spiega il carattere. Livade si trova accanto alla valle del Quieto e al Bosco di Montona protetto, mentre l’antica Parenzana arriva qui dopo tunnel e viadotti dell’Istria settentrionale. È una base compatta per gastronomia, bicicletta e viaggio lento.

